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sebastiano gaffuri
c’è un ticino migliore a portata di mano

candidato 2
lista 5


Chi sono

Sono nato il 3 giugno 1990 in Valle di Muggio, a Bruzella, dove ho frequentato la Scuola dell’infanzia e dove ho vissuto con la mia famiglia fino al 2017. Il papà, Michele, è titolare di un’impresa artigianale di piastrelle e la mamma Roberta, dopo l’attività nell’azienda di famiglia, è casalinga. Mia sorella Martina è invece studentessa a Roma. Dopo le Scuole elementari a Morbio Superiore e medie a Morbio Inferiore, ho svolto l’apprendistato di selvicoltore presso l’AFOR della Valle di Muggio. Impresa di cui sono diventato capo azienda nel 2012 dopo aver frequentato la Scuola forestale intercantonale di Maienfeld ed aver ottenuto il diploma di forestale SSS. Il 2012 è pure coinciso con l’elezione nel Municipio del Comune di Breggia. Comune nato nel 2009 dall’aggregazione degli ex Comuni di Bruzella, Cabbio, Caneggio, Morbio Superiore, Muggio (con le frazioni Muggiasca, Roncapiano e Scudellate) e Sagno e di cui sono sindaco dal 2016. 

È del 2015 invece l’elezione in Gran Consiglio, dove sono membro delle commissioni Petizioni e ricorsi, Pianificazione del territorio e Bonifiche fondiarie. Dal 2017 sono inoltre vicepresidente del Partito liberale radicale ticinese e faccio parte dell’Ufficio presidenziale con responsabilità per le tematiche legate al territorio e alla mobilità. A marzo 2018 ho sposato Claudia con cui vivo a Morbio Superiore nell’immobile che accoglie anche il Ristorante Lattecaldo. Ristorante acquistato nel 2017 e gestito da mia moglie e dall’amico Simone. Nel tempo libero apprezzo la lettura e mi diletto nella calligrafia e nel suonare la fisarmonica.


 

Le mie priorità


La formazione

Serve una scuola che deve porsi quale obiettivo la formazione di donne e uomini che possano favorire la crescita, ma soprattutto la continuità di quel tessuto economico anche locale che contribuisce a garantire il benessere del nostro Paese.


Il territorio

Il benessere di un paese non lo si misura solo dalla ricchezza, ma anche dalla qualità di vita. Cogliamo dunque l’opportunità, nell’abbracciare i cambiamenti che si prospettano in ambito lavorativo, per riscrivere il nostro paesaggio. 


I comuni

Per essere incisivi non è sufficiente l’impegno dello Stato. Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di Comuni forti e autonomi. Comuni che possano effettivamente garantire servizi di qualità elevata secondo il principio di chi comanda paga, ma soprattutto, partendo da uno base comune (standard minimo), permettere agli enti locali di differenziarsi, nei limiti delle leggi, nell’assolvere i compiti attribuitili.