Impariamo a guardare di più verso Berna

Nel Ticino, complice una certa bulimia mediatica ancora troppo autoreferenziale, non è abbastanza diffusa la consapevolezza dell’importanza della politica federale. Nell’ultimo decennio la situazione è un po’ migliorata, ma i tassi di partecipazione alle elezioni per il rinnovo della Camere lasciano ancora a desiderare.

L’appuntamento con le federali sconta il prezzo di una certa indifferenza. Una tappa quasi inosservata, che non suscita grandi passioni se non speculazioni su congiunzioni di liste, candidature più o meno pericolose e qualche resa dei conti. Eppure, non si finirà mai di ripeterlo, è proprio a Berna dove si prendono le decisioni che ci toccano direttamente. Pensioni, costi della salute, protezione dell’ambiente, sicurezza energetica, rapporti con l’Unione europea, libera circolazione delle persone e lotta agli abusi nel mercato del lavoro, formazione e ricerca, pianificazione del territorio, difesa nazionale e prevenzione del terrorismo sono solo alcuni dei temi discussi a Palazzo federale. Quanto possano incidere certe decisioni nella nostra quotidianità lo ha dimostrato ancora lo scorso marzo la volontà delle Camere di vincolare le ditte che fanno capo ai lavoratori distaccati al rispetto delle condizioni salariali minime in vigore nei Cantoni in cui viene svolta la loro opera, come chiedeva la mozione del Collega Fabio Abate.

Idem vale per il recente e animato dibattito al Consiglio nazionale sulla revisione della Legge federale sulle assicurazioni: grazie all’approvazione di una mia proposta individuale, la Camera del popolo ha bloccato il tentativo delle compagnie assicurative di agevolare l’adozione di modifiche unilaterali delle clausole contrattuali a svantaggio degli assicurati ai fini della copertura del danno, in particolare nelle assicurazioni malattia complementari. Risultati concreti che si ottengono solo grazie al sostegno anche di altre forze disposte a trovare soluzioni più equilibrate. In vista del prossimo 20 ottobre occorre quindi insistere di più sulla posta in gioco a Berna. Dovranno orientare la nostra campagna obbiettivi semplici e chiari da una parte e la disponibilità a collaborare con chi li condivide dall’altra. Non vale solo per il Consiglio nazionale, dove andranno confermati i nostri due seggi, bensì pure per il Consiglio degli Stati, il cui seggio liberale radicale sarà attaccato dalla coalizione rosso-verde e da quella di Lega e UDC e andrà quindi difeso con un grosso sforzo di mobilitazione.  

Giovanni Merlini, Consigliere nazionale, Opinione Liberale, 31 maggio 2019

AttualitàPLRT