Interrogazione - Asfalto dalla plastica riciclata Londra, Olanda, India e... Ticino?

Bottiglie di plastica usate per costruire strade di asfalto: è l’idea dell’ingegnere Toby McCartney, messa a punto dalla sua azienda scozzese, la MacRebur. Una trovata piaciuta all’amministrazione di Londra. A quanto pare, il prodotto sarebbe più resistente all’usura, alle temperature, alla corrosione e durerebbe più a lungo dell’asfalto tradizionale: ciò potrebbe contribuire a far diffondere le “strade di plastica”.

Il segreto di questo asfalto è nel suo mix di plastiche riciclate: per ogni tonnellata di asfalto vengono infatti impiegati dai tre ai dieci kg di plastica riciclata, usata come collante al posto del tradizionale bitume (ottenuto, invece, dai combustibili fossili).

Un paio di anni fa la Kws - società del gruppo edilizio olandese VolketWessel - ha teorizzato un manto stradale fatto di strutture modulari prefabbricate al 100% di materie riciclate, ad incastro e facilmente sollevate e sostituite per favorire gli interventi di manutenzione. Peraltro, questi moduli prevedono lo spazio per il passaggio sotterraneo di tubazioni e cavi elettrici.

Funzionale e rivoluzionaria, la nuova copertura stradale avrebbe un design più leggero, una riduzione del tempo di costruzione, sarebbe più duratura e praticamente esente da manutenzione.

Questa innovazione offrirebbe numerosi vantaggi rispetto alle strade convenzionali. La plastica infatti viene considerata più sostenibile e di più facile utilizzo rispetto all'asfalto. In pieno rispetto delle prescrizioni in merito all’impatto ecologico, Plastic Road ridurrebbe considerevolmente le 1.6 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica a livello globale.

 Sappiamo tutti che la plastica può avere un impatto devastante sull’ambiente. Abbiamo tutti la responsabilità di intensificare i nostri sforzi per aiutare l’ambiente riciclando il più possibile. L’organizzazione di Ocean Watch stima che nel mare ci siano 140 milioni di tonnellate di plastica e nel 2014 meno di un terzo dei rifiuti plastici prodotti in Europa sono stati riciclati: questo la dice lunga sull’importanza del recupero e riutilizzo del materiale.

Il nostro pianeta sta soffocando nella plastica. La situazione peggiora giorno dopo giorno e gli effetti di questo disastro ambientale sono ormai visibili e spaventosi. Il petrolio rappresenta un problema per l’ambiente e per la nostra salute poiché è responsabile direttamente o indirettamente dell’inquinamento”, così esordisce il Consigliere comunale PLR Carlo Coen che a Chiasso ha introdotto recentemente un’interpellanza che ci pare utile riportare a livello Cantonale. Coen prosegue dicendo che “Di solito le strade normali sono costituite per il 90% circa da roccia, sabbia, calcare, e per il 10% da bitume. Questo processo punta a sostituire il bitume, utilizzando la plastica dei rifiuti domestici, di quelli agricoli e di quelli commerciali. Non è necessario cambiare la tecnologia con la quale si crea l’asfalto, semplicemente verrà utilizzato meno bitume”.  

Dobbiamo investire nelle nuove tecnologie rispettose dell’ambiente.

Per questi motivi chiediamo al lodevole Consiglio di Stato, se condivide:

1.    la necessità di sostituire l’asfalto con nuovi prodotti ecosostenibili quali quelli indicati nell’interrogazione;

2.    l’importanza di agire con rapidità sia a livello Cantonale e comunale ma anche verso la Confederazione (USTRA) per uno sforzo comune in questa direzione;

3.    l’idea di reperire e, ev sussidiare, a breve termine aziende sul territorio che siano in grado di acquisire queste conoscenze, tecnologie e relativa competenza affinché nei concorsi pubblici il requisito dell’impiego ecologico di materiali sostituitivi all’asfalto diventi condizione sine qua non o acquisti almeno un peso determinante per l’assegnazione dei mandati di realizzazione e rifacimento delle nostre strade.

Con i nostri migliori saluti.

 Matteo Quadranti, a nome del Gruppo PLR