Democrazia diretta significa partecipare al voto

La democrazia diretta, fiore all’occhiello del sistema politico svizzero, poggia sulla premessa di una forte partecipazione al voto da parte dei cittadini. Il 19 di maggio sono sottoposti al voto popolare due oggetti di grande importanza per il futuro del nostro paese: una riforma fiscale per le aziende abbinata alla previdenza AVS (RFFA) e una modifica della Legge sulle armi per poter continuare a beneficiare dei vantaggi degli accordi Schengen/Dublino (sviluppo dell’acquis de Schengen).

La necessità di eliminare taluni privilegi fiscali concessi a grandi gruppi internazionali è stata risolta in modo intelligente dal parlamento nazionale nel pieno rispetto del federalismo fiscale che caratterizza la Svizzera. I Cantoni avranno la possibilità a loro volta di decidere le rispettive aliquote d’imposta per le persone giuridiche. Il Governo ticinese è già pronto a fare la sua parte proponendo un’aliquota più bassa a favore della creazione di posti di lavoro in Ticino, evitando nel contempo la partenza di gruppi industriali e aziende importanti che assicurano una parte significativa delle entrate fiscali che permettono di finanziare le diverse prestazioni dello Stato. 

Alla nuova fiscalità delle imprese la Confederazione abbina in modo saggio, dopo un lungo iter parlamentare, un primo parziale risanamento del drammatico deficit strutturale della previdenza vecchiaia. La spiegazione è relativamente semplice; l’AVS nasce nel 1948 quando la speranza di vita era di 67 anni mentre oggi vi è una prospettiva di 83 anni. Allo stesso tempo il rapporto tra i pensionati e i lavoratori attivi è passato da 1 a 6,5 all’attuale 1 a 3,4, con in prospettiva un rapporto di 1 a 2 tra trent’anni. La correzione prevista permetterà di avere nel 2035 un deficit di “solo” 20 miliardi invece dei 54 previsti. Per questo si tratta solo di un primo passo.

Il secondo oggetto in votazione propone una modifica della legge federale sulle armi nel rispetto degli accordi di Schengen/Dublino. Il voto contrappone il rischio di uscita della Svizzera da accordi internazionali, reputati dal Consiglio federale e dalla conferenza dei direttori cantonali di polizia molto importanti per la gestione e il trapasso di informazioni relative all’acquisto e alla vendita di armi tra polizie e guardie di confine, alla modifica della legge sulle armi che porterebbe ad alcune procedure amministrative supplementari per chi intende possedere talune tipologie di armi ciò che è stato osteggiato dalle associazioni di tiro con un referendum. Il nostro partito cantonale ha espresso un chiaro SI alla RFFA mentre ha lasciato libertà di voto per il secondo oggetto in votazione. Ricordo invece che per i due temi cantonali in votazione sosteniamo il NO all’“iniziativa giù le mani dall’Officina” che propone la statalizzazione delle officine attuali e il SI alla realizzazione di un’onda verde semaforica tra Cadenazzo e Quartino pensata per facilitare l’intenso traffico su questo asse stradale.

I liberaliradicali hanno a cuore le proprie responsabilità di cittadini, per questo mi auguro partecipino al voto esprimendo la propria opinione.

Bixio Caprara, presidente, Opinione Liberale, 10 maggio 2019

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