Obbligo scolastico: questa volta si coinvolga davvero

Oltre il 50% dei giovani che finiscono in assistenza non ha terminato alcuno studio dopo la scuola media. Questo è il dato, preoccupante, incluso in uno studio della Supsi del febbraio 2018. Non è quindi difficile capire quale fosse la causa principale delle loro difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro: la mancanza di formazione. Parto da questa cifra, tanto semplice quanto allarmante, per entrare nel merito di una recente proposta partita dal Decs e cioè quella di estendere l’obbligo scolastico fino all’ottenimento di un diploma dopo la scuola media, ma in ogni caso almeno fino a 18 anni. In sostanza un modo per cercare di non perdere quelle centinaia di ragazzi che, per un motivo o per l’altro, sfuggono al sistema formativo. In effetti quanto messo sul tavolo è la logica conseguenza cui si deve giungere se si vogliono affrontare le cause del problema e non, come spesso accade, limitarsi a curarne gli effetti. Bene quindi che (…)

finalmente si sia fatta una proposta che potrebbe aiutare ad affrontare questa tematica delicata. Unico neo è quello di aver atteso a lungo, troppo a lungo, per proporre un’idea che già viene applicata in altre realtà. Ma tant’è, non limitiamoci alla forma e andiamo alla sostanza: se una proposta è buona poco importa se nasce sotto elezioni, l'importante è che sia sensata, vi si creda davvero e che la si voglia portare avanti seriamente. Un aspetto però mi auguro sia differente rispetto a molte altre proposte uscite dal Decs in questi anni: vi è da sperare che questa volta dal Dipartimento non si parta con la solita impostazione, o meglio imposizione, dall'alto verso il basso. Sarebbe il caso di evitare una discussione sulla consueta soluzione preconfezionata. Sicuramente opportuno sarà invece coinvolgere veramente gli attori interessati (docenti, formatori di apprendisti, mondo economico ecc.) evitando di liquidare la pendenza con esercizi che hanno il sapore del semplice alibi. Perché mai come in questo caso vale l’adagio “anche gli altri sanno pensare…”.

Alex Farinelli, laRegione, 22 dicembre 2018