Lugano non è uguale a Breggia

Il prossimo aprile raggiungerò il mio settimo anno di presenza in un esecutivo comunale. In questi anni di attività ho purtroppo dovuto assistere ad una lenta ma costante perdita di competenza decisionale del Comune a favore del Cantone. Il classico esempio è quello relativo alla materia edilizia dove un tempo, per determinati interventi, la competenza era prettamente comunale dall’inizio alla fine della procedura. Oggi purtroppo non è più così. Interventi edilizi anche di portata minima devono obbligatoriamente essere sottoposti per preavviso a vari uffici cantonali, con tutto ciò che ne consegue in termini di tempistica. La proposta di modifica della Legge edilizia, posta in consultazione dal Dipartimento del territorio lo scorso anno, propone di ridurre i tempi esentando dalla presentazione di una domanda di costruzione diverse tipologie edificatorie. A mio giudizio non è così che il problema va risolto. Anzi, credo che sia giusto notificare all’autorità qualsiasi intervento edilizio. Per questo motivo ritengo che invece di una semplice esenzione, sia più opportuno in casi specifici e ben regolamentati reintrodurre la domanda di costruzione (o notifica), la cui procedura inizia e finisce a livello comunale, senza l’inutile coinvolgimento del Cantone. Si tratta di uno strumento che consentirebbe di raggiungere almeno due obiettivi. Da un lato alleggerirebbe il carico di lavoro degli uffici cantonali, che sarebbero chiamati a pronunciarsi unicamente su interventi edilizi di maggiore portata, e dall’altro favorirebbe la differenziazione delle competenze tra i vari Comuni. Come? Grazie (finalmente!) al riconoscimento delle differenze esistenti tra Comune e Comune. Comuni con uffici tecnici più sviluppati potrebbero occuparsi di interventi edilizi anche di una certa complessità, mentre Comuni che dispongono di un ufficio tecnico minimo, di interventi più semplici. Occorre finalmente riconoscere che Lugano non è uguale a Breggia nella possibilità di assumere compiti e competenze. V’è dunque da sperare che nella versione definitiva di Legge edilizia questa proposta trovi l’appoggio del governo.

Sebastiano Gaffuri, laRegione, 21 gennaio 2019