Ritrovare il dialogo fra Cantone e Comuni

Ritrovare il dialogo fra Cantone e Comuni è uno dei miei principali obiettivi per la prossima legislatura. Lo dico senza paura di risultare banale e con la convinzione che sono le piccole cose a fare la differenza. Nell’attività comunale molte volte ho la necessità di consultare gli archivi alla ricerca di documenti che mi aiutino a ricostruire la storia delle decisioni che sto maturando. In una di queste ricerche mi sono imbattuto in un documento degli anni Settanta inerente la costruzione di una pista forestale-agricola in Valle di Muggio. Un’opera irrilevante sul piano cantonale, ma fondamentale per la comunità locale. Nelle pagine è riportato lo stralcio di un verbale di cantiere dal quale risulta la presenza di Ugo Sadis, non un omonimo, ma il vero Consigliere di Stato in carica all’epoca. Al giorno d’oggi un simile fatto costituirebbe un evento straordinario, mentre così non dovrebbe essere. In passato l’interessamento diretto dei membri del Governo alle attività dei Comuni era l’assoluta normalità. Certo, mi si dirà che il volume di oneri a carico del Consiglio di Stato era forse minore, che i problemi attuali sono più complessi. Sembra quasi che chi governa sia più impegnato a difendersi dall’esterno, dalle critiche e dalle opinioni altrui piuttosto che uscire tra la popolazione e tra gli amministratori comunali. Di questa situazione mi rendo conto quotidianamente nell’attività in Municipio dove abbiamo seguito dossier e risolto tanti piccoli problemi grazie ai funzionari dell’Amministrazione cantonale, ma non abbiamo mai avuto neanche la percezione che vi fosse un coinvolgimento diretto di un capo Dipartimento, se non nella formalità delle procedure o nelle firme apposte in calce alle risoluzioni. Penso sia giunto il momento di ritrovare il senso delle proporzioni e renderci conto che siamo un Cantone di modeste dimensioni e che sono anche le piccole cose a fare la differenza.

Sebastiano Gaffuri, Corriere del Ticino, 19 febbraio 2019