La scuola e il piacere di insegnare

La buona scuola la fanno i buoni docenti e i buoni docenti sono persone formate che hanno anzitutto il piacere di insegnare. Può sembrare una frase banale, ma uno dei problemi che oggi viviamo nel nostro sistema scolastico, già a partire dalla scuola dell'infanzia, è proprio quello legato al fatto che i docenti, investiti di prescrizioni, burocrazia e obblighi, possono riservare sempre meno energie all'insegnamento. Questa situazione diventa quindi e purtroppo motivo di insoddisfazione e, se la sommiamo ad una politica dipartimentale che non è in grado o spesso non vuole ascoltare quanto arriva dalla scuola stessa, la frittata è presto fatta. Agli ingredienti possiamo poi aggiungere il continuo proliferare di figure di appoggio di vario tipo, non tutte con mirato e sinergico ruolo e che chiedono ulteriore sforzo di non sempre facile coordinamento al docente disorientando pure spesso l’allievo: una scuola insomma dove i docenti hanno sempre meno tempo ed energie per dedicarsi agli allievi e al rapporto con le loro famiglie, base imprescindibile per costruire un solido percorso formativo. Per questo è necessario un cambio di paradigma che parta innanzitutto dall'ascolto, ma che poi presto si sviluppi garantendo una rinnovata e ritrovata centralità della figura del docente. 

Vi sono correttivi puntuali e da subito individuabili (oltre che da tempo individuati) che possono e devono essere introdotti senza ulteriore rinvio nel nostro sistema formativo. Ma se non si parte da una classe docente motivata, considerata, supportata e che ritrovi appieno il piacere di insegnare si corre il grosso rischio di mancare purtroppo l’obiettivo principale: fare scuola!

Alex Farinelli, Corriere del Ticino, 14 febbraio 2019