Sì a una gestione oculata del territorio, ma senza misure demagogiche e pericolose

La pericolosa demagogia che ha caratterizzato l’iniziativa “contro la dispersione degli insediamenti” non ha convinto i cittadini svizzeri e ticinesi. Il NO popolare di quest’oggi ha frenato un’iniziativa dirigista, che avrebbe nuociuto alla sovranità cantonale, alla garanzia della proprietà, al buon senso e avrebbe messo in serio pericolo il futuro sviluppo socioeconomico del nostro Paese. Per il PLRT la gestione oculata del territorio è certamente una priorità, che non necessita però di ulteriori inutili inasprimenti.

Oggi abbiamo un quadro normativo sufficientemente severo e un ulteriore inasprimento sarebbe infatti stato del tutto inopportuno. Non si può negare che negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un importante e anche incontrollato sviluppo urbano. Tuttavia, validi strumenti per una pianificazione del territorio più sostenibile sono stati sviluppati. Il principale è la prima revisione della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT), approvata dal popolo nel 2013. Tra le misure sancite troviamo un migliore sfruttamento delle zone edificabili già esistenti, la riduzione di zone sovradimensionate e l’obbligo di definire le superfici edificabili secondo un fabbisogno prevedibile per 15 anni. I Cantoni hanno in questo senso già rivisto i propri piani direttori. Anche il Ticino si è attivato, e aspetta ora l’approvazione delle modifiche da Berna. Alcuni Cantoni hanno addirittura già diminuito le proprie superfici edificabili. Dunque non serve un’ulteriore regolamentazione, che oltretutto creerebbe ancora più burocrazia e insicurezza. Tanto più che la seconda revisione della LPT, che va in una direzione per certi versi più restrittiva dell’attuale, è ormai alle porte.