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alex farinelli
Perché la politica deve avere delle priorità

Candidato 1
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Chi sono

Nato il 16 dicembre 1981, domiciliato da sempre a Comano, ho conseguito il Bachelor in Economia (Zurigo e Lugano) e il Master in Economia e politiche internazionali. Durante gli studi ho lavorato alla Manor di Vezia. Professionalmente sono entrato alla Corner Banca nel 2009, occupandomi di organizzazione interna, per poi diventare un anno dopo, nel 2010, segretario cantonale del PLR ticinese, con la responsabilità, dal 2014, di direttore di Opinione Liberale. A partire dal mese di giugno del 2015 sono collaboratore di direzione della Società svizzera impresari costruttori sezione Ticino.

Figlio di Francesco e Sandra, sono il secondo di tre figli: Nicola (il maggiore) e Oliviero (il piccolo). Mio padre, oggi pensionato, ha lavorato per l’Alfa Romeo e la città di Lugano, mentre mia madre, dopo un lungo intermezzo dedicato ai figli, è tornata a lavorare come segretaria. L’ultima arrivata in famiglia è Biancaneve, incrocio tra un labrador e un pastore maremmano. La passione per la politica mi è stata trasmessa dalla nonna Gianna che non perdeva mai un appuntamento del PLR.

All’età di 22 anni vengo eletto per la prima volta (nel 2004) nel Consiglio comunale a Comano e successivamente riconfermato nel 2008 e nel 2012. Capogruppo dal 2008 al 2012, lascio la carica quando divento presidente del Consiglio comunale nel 2013. Nel 2008 entro a far parte dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi, diventandone presidente nel 2010. Sono stato presidente della Sezione PLR di Comano, e a livello svizzero, sono delegato in rappresentanza del PLR ticinese. Attivo nella Società operai liberali luganesi (SOLL) sono eletto alla carica di vicepresidente nel 2011. Nel 2015 sono stato eletto nel parlamento cantonale dove ricopro la carica di Capogruppo del PLR e di membro della Commissione della Gestione e delle Finanze. Dal 2016 sono eletto Sindaco di Comano.


 

Le mie priorità


Il lavoro

La prima priorità di questo cantone deve essere il lavoro: con oltre 20'000 persone che cercano un'occupazione bisogna agire senza tentennamenti. Non si può negare che 63'000' frontalieri, con una tendenza preoccupante (il 40% in più in soli 3 anni), sono troppi. Ma lamentarsi non serve, bisogna intervenire ad esempio utilizzando strumenti quali formazionefiscalità e sanzioni.

  1. Laddove possiamo pianificare quanto personale avremo bisogno (sanitario, docenti,...) evitiamo di arrivare al dunque dovendo dire "non siamo riusciti a formarne abbastanza dei nostri". Facciamo tutto il possibile per eliminare ostacoli e strozzature e invogliamo i ragazzi e le famiglie a scegliere questi percorsi professionali.

  2. Dal profilo fiscale vi sono condizioni che permettono di accettare stipendi scandalosi in Svizzera. Una di queste è l'accordo sui frontalieri del 1974 che permette di pagare fino a un decimo delle imposte dovute in Italia. Questo privilegio va eliminato, disdiciamo l'accordo per un mercato del lavoro con pari condizioni.

  3. Sanzioni e i controlli. Chi abusa delle libertà garantite dal nostro sistema economico, chi non rispetta i contratti collettivi, chi fa il furbo, deve essere sanzionato. Non si può punire più pesantemente un'automobilista che viaggia 50 km/h oltre il limite sull'autostrada, di un imprenditore senza scrupoli che sfrutta la manodopera sottopagandola.


Lo sviluppo

Lo sviluppo di lungo termine deve essere la nostra seconda priorità perchè non possiamo continuare a vivere in una condizione di perenne reazione agli avvenimenti. La politica deve sapere guardare alle future generazioni realizzndo delle riforme e progettando delle opere che magari non daranno frutti immediati ma nel medio termine costiuranno la vera risposta ai problemi che viviamo oggi.


I progetti

La progettazione e la realizzazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del Ticino, cominciando dal completamento di AlpTransit (con l'aggiramento di Biasca e Bellinzona, e la tratta a sud di Lugano). Come ticinesi non possiamo accettare che da Berna si dica che fino al 2035 questo non è nemmeno un tema, noi dobbiamo chiedere che questa infrastruttura venga completata e che si cominci a trasferire il traffico, in particolare quello pesante, dalla strada alla ferrovia.


La formazione

La riforma della scuola media e un maggiore impegno nella formazione continua.Solo passando per la formazione sarà possibile affrontare la sfida della digitalizzazione questo sia nel settore obbligatorio, dove è necessario un passo avanti della scuola media, che nel settore della formazione continua, che deve permettere a chi oggi è nel mondo del lavoro di restare aggiornato. Facciamolo senza avere la presunzione di calare dall'alto delle misure ma partendo dai problemi che oggi ci sono e dall'esperienza di chi questi problemi li vive (docenti, orientatori, datori di lavoro, genitori e allievi).


La digitalizzazione

La digitalizzazione dell'amministrazione pubblica, un elemento al servizo di cittadini, imprese e territorio che però non è anccora entrata veramente nel terzo millennio. È importante far partire un progetto di digitalizzazione soprattutto per ripensarne il funzionamento e fare in modo che questa funzioni meglio e possa continuare ad essere un fiore all'occhiello del nostro Cantone.