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Alessandro Speziali


I Ticinesi non hanno bisogno di slogan

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Lista 5


Chi sono

Nato 35 anni fa da mamma tedesca e papà ticinese, ho vissuto a Locarno i miei primi undici anni. Con l’inizio delle scuole medie mi sono spostato a Minusio, fra le rive del Lago Maggiore e le colline ai piedi di Cardada. Sono sposato con Stefania e ho un figlio, il piccolo Elia.

Al liceo ho capito presto che il mio percorso doveva orientarsi alla comprensione delle istituzioni e della società che abito. Una vocazione che mi ha portato a studiare scienze politiche a Losanna, dove ho concluso il bachelor e il master. In 5 anni ho esplorato teorie e pratiche, mi sono confrontato e ho imparato anche a rimettermi in discussione. Un percorso che mi permette di affrontare la realtà – anzi, le realtà – con sensibilità e spirito critico.

Il mio cammino professionale è iniziato nel 2010 alla Sezione degli enti locali (Dipartimento delle istituzioni). Dapprima quale collaboratore scientifico mi sono dedicato ai processi aggregativi, contribuendo alla visione della futura cartina del Cantone. Poi, dal 2013, sono diventato Ispettore dei Comuni e mi sono occupato di vigilanza amministrativa e finanziaria sugli organi comunali: un’esperienza che mi ha insegnato la necessità di leggi intelligenti e snelle. Poi, nella primavera di quest’anno, si è presentata l’occasione di dedicarmi allo sviluppo di una delle valli più belle del nostro Paese. E così ho lasciato l’Amministrazione cantonale e, dal giugno scorso, mi occupo dei progetti di rilancio della Valle Verzasca.

I paragrafi che descriveranno il mio futuro non li conosco ancora… qualche idea però ce l’ho.


 

Le mie priorità


La scuola

Abbiamo bisogno di una scuola pubblica forte, progettata attorno ai giovani grazie alla passione dei docenti. Riscoprendo da subito il valore della manualità, potremo differenziare i percorsi valorizzando i talenti di ciascuno e garantendo alla formazione professionale il prestigio che merita. Oltre alle competenze vanno trasmessi contenuti – conoscenze, valori e spirito critico – perché nell’era digitale occorrono cittadini consapevoli. La scuola però non può essere lasciata sola: occorre ricostruire una solida comunità educativa.


Il lavoro

Molti artigiani, liberi professionisti e impiegati vivono una corsa al ribasso dei salari, dei prezzi e della qualità. Dobbiamo vigilare attentamente affinché tutti giochino con le medesime regole, sanzionare gli abusi e abbandonare settori economici ormai obsoleti. Se il Ticino vuole essere terra d’innovazione deve consentire alle aziende radicate nel territorio di sopravvivere e rinnovarsi. È compito di tutti – nessuno escluso – contribuire allo sviluppo regionale, grazie a una virtuosa comunità economica.


Il territorio

Il senso di appartenenza dipende dalla salute del federalismo: Comuni autonomi e Cantoni competenti, per avvicinare le istituzioni ai cittadini. Una politica di prossimità rispetta le differenze fra zone urbane e periferiche, che vivono esigenze e opportunità diverse. Le Città necessitano una pianificazione di qualità, le Valli ambiscono a uno sviluppo responsabile. La possibilità di partecipare per davvero a definire le scelte comuni crea una preziosa comunità territoriale.


Queste tre comunità generano il nostro miracolo elvetico,
in cui ogni donna e ogni uomo impara, lavora e vive nel rispetto di sé stesso
e della società che abita e che restituirà alle prossime generazioni